LA TARTA VOLANTE COOPERATIVA SOCIALE ONLUS

Sviluppo
di comunità

Oggi più che mai, e l’emergenza sanitaria da COVID 19 ce lo insegna quotidianamente, è fondamentale osservare come le relazioni sociali cambiano e in che modo il territorio, le associazioni, i cittadini e i volontari possano reinventare la propria azione sociale proponendo elementi di riflessioni e progetti che partano dai cittadini, intercettando i bisogni e analizzando cosa accade nei microcontesti in un’ottica di sviluppo dal basso verso l’alto.

WECARE I

NOME DEL PROGETTO

“Se io sono, tu sei e noi siamo” Accompagnamento educativo delle relazioni per contrastare le conflittualità e rafforzare la coesione sociale

PARTNER

Consorzio Intercomunale Servizi Sociali di Pinerolo, Unione Montana dei Comuni delle valli Chisone e Germanasca, Diaconia Valdese – Coordinamento Opere Valli, Società Cooperativa Sociale Chronos S.C.S., Cooperativa Sociale La Tarta Volante S.C.S., Associazione Gruppo Abele Onlus, Consorzio per la Formazione, l’Innovazione e la Qualità

IL PROGETTO IN UNA FRASE

Migliorare la rilevazione e gestione della conflittualità di famiglie con minori in situazioni di fragilità attraverso azioni di empowerment della persona, di sviluppo di comunità e di innovazione della governance. Co-costruire un nuovo modello di intervento interdisciplinare per promuovere una visione generativa nell’approccio con le famiglie.

BENEFICIARI

  • Famiglie con minori in situazioni di fragilità, ovvero che incontrano difficoltà in specifici momenti del ciclo vitale per carenze di risorse e/o abilità personali, della loro rete familiare o sociale.
  • Operatori dei servizi sociali, sanitari, della scuola, delle forze dell’ordine e del terzo settore.
Un lavoro organizzativo caratterizzato da sinergia tra i mediatori (cittadini che hanno aderito al progetto) e i social coach che ha portato alla realizzazione di “WE.CA.RE. San Ciò”, ovvero 3 eventi che hanno animato il quartiere di San Ciò (Torre Pellice), contesto sul quale il gruppo di lavoro ha deciso di focalizzare la propria attenzione.

  • 31 Luglio 2020 “Wecare tante lingue in tanti libri”
  • 11 Settembre 2020 “Wecare i festa: balli tam-tam e pic-nic”
  • 18 Settembre 2020 “Wecare giochi e colori”: esposizione dei disegni dei bambini e giochi.

Le occasioni proposte, sempre in linea con le normative anti-contagio, hanno visto il coinvolgimento di numerosi bambini del quartiere e non. Progressivamente anche gli adulti (genitori e non) del quartiere si sono avvicinati e hanno partecipato.
Il 9 Settembre 2020 è invece stato proposto un cartone animato “Wall-e” PixarAnimation Studios, proiettato su un muro del quartiere, a ingresso gratuito. L’ evento è stato possibile grazie alla collaborazione con Andrea Fenoglio e la rassegna cinematografica “Attraverso lo specchio”.
Il 21 Dicembre è stato proposto un saluto ai bambini del quartiere, con la proiezione di luci su un muro del quartiere e l’animazione di Paiasu di Vip Pinerolo ODV.

WECARE II

NOME DEL PROGETTO

“ci-conosciamo-ci”

PARTNER

Diaconia Valdese – Coordinamento Opere Valli, Società Cooperativa Sociale Chronos S.C.S., Cooperativa Sociale La Tarta Volante S.C.S., Associazione Gruppo Abele Onlus, Consorzio per la Formazione, l’Innovazione e la Qualità

IL PROGETTO IN UNA FRASE

L’obiettivo del progetto è di innescare un percorso virtuoso per fare rete e sistema tra soggetti del gruppo di lavoro attraverso la creazione di uno specifico tavolo. Il tavolo avrà i seguenti obiettivi specifici: 1. La condivisione di metodologie progettuali e comunicative partecipative; 2. La costruzione di una immagine del progetto capace di trasferire alla popolazione il ruolo del Terzo Settore; 3. La costruzione di una riflessione comune sui cambiamenti in atto nei territori legati al modello di rivoluzione 4.0; 4. Un protocollo d’intesa utile alla durabilità del modello sperimentato; 5. Un percorso di coinvolgimento degli operatori del Terzo Settore e della popolazione locale sull’educazione alla gentilezza, valorizzando la partecipazione, la responsabilità civile e il coinvolgimento del profit per favorire un futuro di economia civile.

BENEFICIARI

  • Destinatari diretti: soggetti partner del progetto appartenenti al Terzo Settore con relativi operatori che apprendendo nuove metodologie di coprogettazione partecipata e modalità di lavoro concorreranno a perseguire l’interesse delle comunità locali, ad elevare i livelli di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale, favorendo la partecipazione, l’inclusione ed un migliore sviluppo del rapporto tra individuo e comunità.
  • Destinatari indiretti: sono le persone che accedono ai servizi erogati dai soggetti del Terzo Settore partner del presente progetto, ma più in generale i cittadini del territorio di sviluppo del progetto che indirettamente beneficeranno delle nuove metodologie e delle buone prassi valorizzando nuove progettualità, comprese quelle digitali.
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La tana del Ric-ciò

Dal mese di Settembre 2020, ha avuto avvio “La tana del ric-ciò”. “La tana del ric-ciò” si propone come uno spazio ludico-ricreativo a carattere preventivo per bambini grandi e piccini che abitano nel quartiere San Ciò di Torre Pellice.
Il Quartiere di San Ciò è una delle testimonianze di ciò che resta della fiorente industria tessile della Val Pellice. Oggi gli edifici sono stati convertiti in alloggi popolari, le cui condizioni appaiono piuttosto degradate. Nel quartiere in questione vivono famiglie, sia italiane che straniere, per lo più di origine magrebina.
Il progetto intende coinvolgere il C.I.S.S. di Pinerolo, la figura dell’Assistente Sociale del territorio in questione, il Comune di Torre Pellice, le educatrici e i ragazzi dell’educativa territoriale minori, gli operatori e i ragazzi del Centro Diurno C.I.A.O., Giovani e territorio della Diaconia Valdese Valli, Associazioni del territorio e una rete di volontari emersa dal progetto “WE.CA.RE”, che da mesi si è focalizzata sui bisogni del quartiere.
In fase d’avvio gli Educatori hanno proposto la loro presenza e attività nelle zone limitrofe al quartiere, mentre con l’arrivo dell’autunno si è individuato uno spazio coperto a causa del clima poco favorevole: la “casetta”, collocata nel cortile di Via Volta n.11.
È possibile accedere a “La tana del ric-ciò” gratuitamente.
All’ingresso viene misurata la febbre e si richiede ai partecipanti di igienizzare le mani ed indossare la mascherina, nel rispetto delle normative anti-contagio.
Al momento attuale, a causa della pandemia in corso e alle restrizioni previste, l’ingresso è permesso ad un numero limitato di partecipanti.

Gli incontri sono calendarizzati il lunedì,
dalle ore 16.30 alle ore 18.30.
Per informazioni tel. 3338300209

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Bando Prossimi

Fondazione Time2

Ambito A: Educazione, aggregazione e sport.
Capofila del progetto: Cooperativa sociale “La Tarta Volante”
Partners: Comune di Torre Pellice, CISS di Pinerolo, ASL TO3, UNCEM, Unione montana del pinerolese, I.C. “G. Rodari di Torre Pellice, I.C. “A. Caffaro” di Bricherasio e I.C. Luserna San Giovanni.

Il progetto “Di necessità virtù: la ripartenza come occasione per una scuola sempre migliore (che non lascia indietro nessuno)”, scaturisce da una riflessione circa i bisogni espliciti e taciti dei bambini e ragazzi, emersi dal periodo di lockdown e la conseguente DAD dello scorso anno scolastico, sino all’incerta situazione attuale causati dalla pandemia.

Proprio per questo, il progetto ha pensato a specifiche attività legate al mondo della scuola e tre sono gli Istituti Comprensivi coinvolti nel progetto, sia come destinatari delle azioni, che come partners del progetto: I.C. “G. Rodari” di Torre Pellice, I.C. Luserna San Giovanni e I.C. “A. Caffaro” di Bricherasio.

Sono stati perciò sviluppati laboratori per i bambini della scuola Primaria: “Parola ai bambini”. “Parola ai bambini” ha come scopo quello di lavorare con il gruppo classe, per dare modo a tutti gli alunni di confrontarsi sui propri vissuti, in particolare quelli relativi all’esperienza del lockdown. Nello specifico si propone un lavoro sul conoscere, riconoscere e verbalizzare le emozioni proprie e altrui, condividere con i pari i propri pensieri, raccontare e raccontarsi.

Nello specifico, la metodologia con cui questa azione è stata studiata e progettata, si riferisce a una rielaborazione delle formazioni come conduttore di “Gruppi di parola” e di facilitatore dei “Gruppi siblings” degli Educatori coinvolti.

In parallelo, si sta elaborando uno specifico percorso di “Supporto a bambini in situazione di fragilità”, su due classi della Scuola Primaria dell’ Istituto Comprensivo Luserna San Giovanni, dove è stato segnalata una particolare esigenza e un accentuarsi delle difficoltà nelle dinamiche delle classi al rientro a scuola dopo il lockdown.

Per i ragazzi della Scuola Secondaria di Primo Grado si è pensata una metodologia di lavoro innovativa, basata sulla figura dell’ Educatore, dedicata a prevenire il disagio, tramite un dialogo attivo tra ragazzi, scuola, famiglie e comunità, capace di attivare percorsi condividi di vita e d crescita. Questo progetto è stato denominato “Educatore al cancello”.

Lo scorso 27 ottobre è stata proposta un’occasione di confronto destinata a insegnanti, educatori, OSS e personale della scuola: “Affrontare l’incertezza: come gestire il vissuto emotivo dei minori e la ripresa della scuola durante l’emergenza sanitaria”.

A causa delle restrizioni dovute alla situazione pandemica, l’incontro non è avvenuto in presenza come da progetto, ma con un webinar. Esperti dell’ASL TO3 (Dottoressa Paola Chiadò Piat- Coordinatrice del team di psicologia dell’emergenza e il Dottor Carlo Frizzi-Neuropsichiatra Infantile) e del CISS di Pinerolo (Dottoressa Massimiliana Peis- Assistente Sociale del Comune di Torre Pellice) hanno stimolato il confronto.

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In data 3 dicembre, si è proposto un webinar curato da UNCEM Piemonte che ha promosso un confronto sulla “Riapertura e la gestione delle scuole nelle aree montane”. Sono intervenuti Roberto Colombero (Presidente UNCEM Piemonte), Giovanni Borgarello- Assessore Istruzione Comune di Torre Pellice, Emidio Meirone (Presidente Unione Montana dei Comuni del Monviso) e Maria Angela Aimone (Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo di Sanfront Paesana). 

È poi previsto un webinar conclusivo nel mese di maggio/giugno, per riflettere sui punti di forza e le criticità delle esperienze svolte.

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Risorse per la scuola: la mappatura del territorio” è un’altra delle azioni che sono state pensate nello specifico per il mondo della scuola. Nella scorsa estate si è molto riflettuto e discusso sulla necessità di pensare a spazi altri, oltre agli edifici scolastici, dove poter svolgere la didattica in presenza e al contempo garantire la distanza interpersonale tra gli studenti. Proprio per questo motivo si è pensato di raccogliere informazioni sulla possibile presenza di questo tipo di risorsa nei territori degli Istituti Comprensivi coinvolti nel progetto.

Attraverso google my maps è stata creata una mappa interattiva, con l’idea che possa essere arricchita progressivamente da chi ne usufruisce o chi individua altri posti papabili. In questa mappa sono presenti dei punti, ciascuno dei quali si riferisce a uno specifico spazio, in cui sono indicati aspetti quali ad esempio l’accessibilità a persone con disabilità, la capienza, la presenza/assenza di una toilette, costi d’affitto, modalità di prenotazione e recapiti telefonici di un responsabile. A causa della pandemia in corso, è stato necessario rivedere la capienza sulla base delle normative COVID-19 e prevedere dei costi anche di sanificazione indicando chi ne è responsabile. Cliccando su ciascun punto è possibile vedere anche una foto indicativa del luogo.

Sono stati inseriti nella mappatura spazi coperti e all’aperto, privati e pubblici.
Sono stati censiti 33 spazi, tra i quali è possibile individuare parchi, giardini, aree sportive, ala comunale, teatri, una galleria d’arte, oratori e spazi della Chiesa Cattolica, Valdese e dell’esercito della Salvezza.
Il Comune di Torre Pellice, partner del progetto, con il Patto Educativo di Comunità che è stato stilato recentemente, si impegna a rendere disponibili spazi e strutture di proprietà comunale per lo svolgimento di attività didattiche e educative, salvo verifica di vincoli posti dalla normativa vigente in materia di contrasto all’epidemia COVID-19.

Inoltre, durante l’estate, è stato garantito l’accesso a Estate ragazzi per i bambini e ragazzi in situazione di disagio socio-economico (Torre Pellice). L’azione, conclusasi ad agosto 2020, si è concretizzata nel sostegno economico ad un numero inferiore di famiglie rispetto a quanto previsto: 7 bambini inseriti nel servizio Estate Bimbi 3/5 anni del Comune di Torre Pellice e 4 bambini disabili inseriti a carico del Comune di Torre Pellice nei servizi Estivi della Diaconia Valdese “Mamma esco a giocare”.

La selezione delle domande è avvenuta sulla base dei redditi ISEE.

Altra azione prevista dal progetto “Di necessità virtù” è la piattaforma per far dialogare il territorio su tutto ciò che riguarda l’infanzia. È prevista una convergenza tra Progetto “Di necessità virtù” e ad altri progetti di cui è titolare il Comune di Torre Pellice. Finora è stato avviato un gruppo di lavoro composto da operatori e genitori per mettere a fuoco le caratteristiche che deve avere la piattaforma. Il Comune, per quanto riguarda la sua parte di intervento, ha provveduto a sviluppare gli atti amministrativi preliminari (variazione di bilancio). Si prevede di procedere entro fine anno all’affidamento di incarichi (un esperto di piattaforme) ed alla progettazione di dettaglio ed operativa della piattaforma. La sperimentazione dell’uso della piattaforma verrà sviluppato da gennaio a giugno 2021.

Al momento attuale è stato avviato un confronto circa l’azione prevista da progetto “Percorsi didattici con/sul territorio con l’affiancamento degli insegnanti da parte di animatori/educatori ed esperti”, che deve necessariamente essere declinata su quelle che sono le normative vigenti legate all’emergenza sanitaria. Ci si propone di coinvolgere bambini e ragazzi in specifiche attività sul contesto d’appartenenza, facendo percepire il territorio come occasione di apprendimento fuori dalle mura scolastiche.

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L’Educatore al cancello

La proposta del progetto “Educatore al cancello”, nasce dalla consapevolezza della necessità che il pre-adolescente e l’adolescente non siano soli. Si reputa necessario riuscire a costruire una solida rete tra scuola-famiglia e territorio, che sostenga e aiuti i ragazzi, pur lasciando loro la possibilità di sperimentarsi al fine di creare una propria identità.

Rispetto al passato, si registra una precocità dell’inizio della fase adolescenziale, che pertanto si divide tra preadolescenza (circa 11-14 anni, periodo che corrisponde alla frequenza della scuola Secondaria di Primo grado) e l’adolescenza (dai 14 anni e oltre). Erickson (1963) definisce la preadolescenza come “transito dalle identificazioni verso l’identità”, ne emerge pertanto che in questo periodo tutto è in rapido cambiamento e nulla è stabile. In questa fase dello sviluppo, si verificano le principali modificazioni fisiche e somatiche, ma questo non significa che le altre aree di cambiamento siano parallelamente maturate. L’attenzione al corpo è massima. Il ragazzo vive l’impressione di un corpo che non può controllare, “su cui non ha potere, che stenta a riconoscere. La difficoltà di accettare il corpo è oggi maggiore per la stessa precocità con cui si verifica il cambiamento, che accentua la discrepanza rispetto alla maturazione intellettuale. Il corpo è già adulto, ma non è ancora presente un’intelligenza matura, che permetta di accedere al pensiero astratto, alla logica e a una rielaborazione critica delle esperienze” (Chiara Marocco Muttini, 2006).

L’adolescente di oggi ha più libertà rispetto al passato, ma al contempo è esposto a messaggi e tentazioni che non corrispondono alle sue reali possibilità, alla sua preparazione psicologica e alla sua maturità. Non solo. La formazione di sé non è più un tratto distintivo del fanciullo, ma investe ciascuno in ogni fase della vita, perciò neanche gli adulti ne sono esonerati. Nel passato infatti, il bambino aveva chiaro il modello di adulto cui doveva aspirare e formava la propria identità su questo confronto. Oggi I preadolescenti si trovano a sviluppare un’identità esplorativa, caratterizzata da una realtà policentrica, alla costante ricerca di un principio d’integrazione delle parti (Ribolzi, 2012). Procedere nel percorso di definizione della propria identità, espone il soggetto a fatica, difficoltà, delusioni e costante ricerca di equilibrio. Si inserisce dunque a questo punto l’interrogativo circa la responsabilità degli adulti in questo compito. Ci vuole coraggio. Si chiede agli adulti coraggio e responsabilità, che potrebbero essere più leggeri da affrontare se condivisi. Oggi l’adulto tende a porsi in un rapporto simmetrico con I minori, un atteggiamento che non permette ai ragazzi di percepirlo come figura sufficientemente forte. Contestiamo questa posizione. Questo atteggiamento comporterebbe il negare I reali bisogni del figlio/alunno in funzione della sua età e alla sua realtà affettiva (Benasayag e Schmit, 2017). Abdicare al proprio ruolo normativo rischia di fare del male ai minori, in quanto li si lascia soli di fronte a pulsioni e ansie che non sanno e non possono gestire. Il collasso dell’autorità genitoriale ed educativa dei decenni passati è con ogni probabilità una delle cause del drammatico aumento della violenza e della delinquenza tra i bambini e gli adolescenti, che riguardano anche il contesto della Val Pellice. Numerosi studi hanno dimostrato che la supervisione è uno dei modi principali per prevenire nei bambini molte situazioni e molti comportamenti negativi quali incidenti o comportamenti pericolosi, risse e violenze, bocciature, assenze e abbandoni scolastici, fumo, abuso di alcol e droghe, frequentazione di cattive compagnie (Fletcher et al., 2004; Pettit et al., 2001).

Le ricerche sulla violenza nelle scuole dimostrano come gli incidenti più violenti avvengono proprio in quei luoghi dove non è contemplata la presenza degli insegnanti (bagni, fermate dei pullman, il cancello della scuola, il cortile, il parco e/o la piazza vicino alla scuola). Proprio per questo, i programmi che implicano l’incremento della presenza dell’insegnante e/o di una figura adulta riconosciuta in quelle aree, si sono dimostrati i più efficaci nel prevenire la violenza (Limber,2006;Olweus,1993).

È poi necessario soffermarsi su quanto sta accadendo: nella scorsa primavera c’è stato un lockdown che ha coinvolto (o forse meglio travolto) bambini e ragazzi, che hanno così concluso il anno scolastico a distanza, isolati dai propri compagni e insegnanti. Coloro che a settembre hanno iniziato la classe prima della scuola secondaria di primo grado, non hanno preso concretamente coscienza del passaggio dalla scuola Primaria alla Secondaria. Al momento attuale poi, il percorso della didattica a distanza è ricominciato per le classi 2° e 3°. RUOLO TECNOLOGIA

L’educatore al cancello ha l’intento di esserci e proporsi con modalità dinamiche e creative per far sentire questi ragazzi meno soli.

Finalità generale

Questo progetto si augura di riuscire ad innescare, in una logica sistemica, un circuito virtuoso di confronto e supporto tra ragazzi-famiglia-scuola-agenzie educative extrascolastiche e comunità. Un’ideale forse utopico, ma si ritiene che debba essere sperimentato, in un contesto generale di fragilità endemica che ci pervade. E’ necessario esserci per i ragazzi, proponendo una presenza vigile, al contempo materiale e affettiva.

Si intende proporre un cambiamento delle lenti con cui guardare i vari nodi della rete che attornia i minori, non più dei nemici da cui difendersi e difendere il proprio operato di genitori, insegnanti o autorità pubbliche, quanto piuttosto adulti alleati, capaci di comprendere e non giudicare l’altro, con l’obiettivo comune di sostenere i minori della comunità tutta.

Si intende accrescere la presenza e la vicinanza degli adulti ai minori, trasmettendo loro il messaggio che si è presenti sempre e nonostante, anche quando la situazione è faticosa.

La presenza degli adulti, in particolare della figura degli Educatori Professionali individuati, che comunque lavorano in una dinamica di rete, può essere pensata come a una sentinella che si attiva nell’individuare situazioni considerate meritevoli di attenzione , mappare aree problematiche del paese, monitorando quanto avviene e attivando una specifica rete in caso di necessità. Gli Educatori Professionali si propongono poi come facilitatori del dialogo critico e costruttivo dei ragazzi, adulti disponibili all’ascolto e al dar loro parola, sempre in una logica di rete.

In questo contesto gli adulti agiscono arricchiti da una forza corale e sinergica, che rinforza l’obiettivo comune di sostenere e perseguire il benessere dei minori, nel faticoso percorso della loro crescita. La forza di questo agire degli adulti è giustificata dal sentirsi parte di un gruppo più ampio che supporta e di cui ci si sente rappresentanti. Questo è un atteggiamento che dimostra una responsabilità condivisa. Un obiettivo questo che è raggiungibile solo con la perseveranza.

La finalità generale del progetto de “L’educatore al cancello”, può dunque essere riassunta come una sfida nel riuscire a costruire una relazione educativa proposta e non imposta ai ragazzi, cercando di toccare le corde giuste per saperli coinvolgere attivamente nelle attività progettate. Parallelamente, un’altra sfida è quella di riuscire a costruire una “squadra adulta”, capace di mettersi in gioco, indipendentemente dal ruolo e dalla posizione, con lo scopo di essere una rete, presente e attiva per il benessere dei ragazzi.

Servizi:

Gruppi Appartamento

Centro Attività "TAM TAM"

Ragazzi al Centro

(A.N.F.F.A.S. Valli Pinerolesi)

Sghembo
Festival

Progetto SIBLINGS

Educazione territoriale minori 

Servizi alla persona

Servizi
scolastici

Educazione alla sostenibilità

Cultura e turismo

Sviluppo di comunità